Runner over 50: come recuperare meglio e continuare a correre a lungo
Runner over 50: come recuperare meglio e continuare a correre a lungo
Correre con l’avanzare dell’età non è solo possibile, è anche una delle scelte più potenti per la salute e la longevità. Numerosi studi dimostrano che gli adulti fisicamente attivi vivono più a lungo rispetto a chi conduce una vita sedentaria. Tuttavia, dopo i 50 anni il corpo cambia: diminuisce la massa muscolare, il recupero rallenta e aumenta il rischio di infortuni.
Per questo motivo, il recupero diventa una vera strategia di allenamento, non un dettaglio accessorio. È proprio durante il recupero che il corpo si adatta, si rafforza e diventa più resiliente.
In questo articolo vediamo come i runner over 50 possono ottimizzare il recupero, continuando a correre con piacere, sicurezza e continuità.
Perché il recupero è ancora più importante dopo i 50 anni
Con l’età aumentano i tempi necessari per:
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riparare i tessuti muscolari,
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ricostruire le scorte di glicogeno,
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adattare ossa e tendini allo stress dell’allenamento.
Senza un recupero adeguato, anche un runner ben allenato può andare incontro a:
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sovraccarichi cronici,
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infortuni ricorrenti,
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calo della prestazione,
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perdita progressiva di massa muscolare.
Una regola semplice ma fondamentale:
l’allenamento è lo stimolo, il miglioramento avviene durante il recupero.
Recupero per runner over 50: le 5 strategie fondamentali
1. Nutrizione post-allenamento: il recupero inizia a tavola
Con l’età aumenta la cosiddetta resistenza anabolica: il corpo risponde meno facilmente agli stimoli di costruzione muscolare. Questo rende la proteina un nutriente chiave per i runner senior.
Indicazioni generali:
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1,2 g/kg nei giorni di allenamento leggero
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1,4 g/kg per mantenere la massa muscolare
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1,6-1,8 g/kg per runner endurance
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fino a 2-2,2 g/kg in caso di doppie sedute
È importante distribuire le proteine durante la giornata, iniziando dalla colazione, con circa 25–30 g per pasto (30–40 g nei giorni più intensi).
Accanto alle proteine, i carboidrati non vanno demonizzati. Sono essenziali per:
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ricostruire il glicogeno,
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sostenere la performance,
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supportare il sistema immunitario.
Nel post-allenamento sono indicati carboidrati facilmente digeribili (frutta, yogurt, pane con miele), in quantità di circa 0,7–1,2 g/kg.
Tagliare i carboidrati non accelera il recupero: lo rallenta.
2. Idratazione: la sete non è un buon indicatore
Con l’età, la percezione della sete diminuisce. Questo espone i runner over 50 a un rischio maggiore di disidratazione, soprattutto dopo allenamenti intensi o in ambienti caldi.
Strategie pratiche:
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pesarsi prima e dopo l’allenamento,
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reintegrare circa il doppio dei liquidi persi,
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osservare il colore delle urine (devono essere chiare).
Non solo acqua: anche latte, tè, caffè e alimenti contribuiscono all’idratazione. Saltare i pasti, invece, rende più difficile mantenere un buon equilibrio idrico.
3. Recupero attivo: muoversi meglio, non fermarsi
Recuperare non significa restare immobili. Il recupero attivo favorisce la circolazione, l’ossigenazione dei tessuti e riduce la rigidità muscolare.
Ottime opzioni nei giorni di recupero:
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nuoto,
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bici a bassa intensità,
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yoga o mobilità,
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camminate leggere.
Anche pochi minuti fanno la differenza. Il corpo è fatto per muoversi, ma senza aggiungere ulteriore stress.
4. Strumenti per il recupero: utili se migliorano le sensazioni
Alcuni strumenti non hanno evidenze scientifiche fortissime, ma possono migliorare la percezione del recupero, e questo conta.
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Capi compressivi: possono ridurre la sensazione di gonfiore e indolenzimento.
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Crioterapia e bagni freddi: risultati contrastanti; utili per alcuni, da valutare con cautela in presenza di problemi cardiovascolari.
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Foam roller: efficace per lavorare su tensioni e rigidità muscolare, soprattutto se inserito in una routine regolare.